Roma
Domenica | 14 Mar 2010 | 10:42:20 AM
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La storia

Nel 1959, in seguito all’indicazione del Presidente della Confindustria, l’Unione degli industriali del Lazio decise la formazione del Gruppo dei giovani dell’industria. Nella categoria rientravano gli imprenditori al di sotto dei 35 anni, i figli di imprenditori o di dirigenti aziendali al di sotto dei 30 anni che erano inseriti nella rispettiva attività industriale, e i figli di imprenditori e dirigenti di età superiore ai 18 anni che sarebbero stati chiamati a lavorare nell’azienda dove erano impiegati i padri. Dopo alcuni mesi di indagine alla fine dell’anno il Consiglio generale ne sanzionò la costituzione, e il Gruppo nacque ufficialmente con l’assemblea del 29 gennaio 1960. Le sue attività erano di natura quasi esclusivamente formativa, come l’organizzazione di conferenze e dibattiti e l’organizzazione di viaggi studio e visite a stabilimenti italiani e di altri paesi.

Negli anni settanta prende forza il gruppo dei giovani imprenditori, il cui più visibile interprete è un giovane Luigi Abete che inizia qui l’intensa esperienza associativa che lo porterà anni dopo a resiedere la Confindustria. Il gruppo si fa carico di tre progetti di studio, uno dei quali, “Borghesia produttiva e società industriale”, è parte di una riflessione più ampia che il mondo industriale italiano compiva al tempo sulla natura e sul ruolo dell’impresa e degli imprenditori del nostro paese.

Negli anni ottanta il gruppo dei giovani imprenditori capitolini si fa sentire sul tema dell’inadeguatezza dei servizi pubblici, sull’innovazione e sulla competitività.

Il loro presidente Gennaro Moccia sottolinea la necessità di grandi investimenti che rilancino la città, realizzati in accordo tra le parti sociali.
Il particolare sviluppo conosciuto negli ultimi anni dal gruppo giovani imprenditori dell’Unione è il segno che la cultura imprenditoriale comincia a diffondersi anche nella capitale. Molti di questi giovani non hanno alle spalle imprese di famiglia, ma una buona idea, una solida preparazione e molta volontà. Si danno da fare i giovani industriali romani e lanciano il premio “Innova”: è un concorso nazionale che premia annualmente aziende e imprenditori che si sono distinti nel campo dell’innovazione.

Ancora negli anni ottanta i GI Romani avanzano una proposta all’amministrazione: l’apertura di uno “sportello ‘impresa” presso la Camera di Commercio, con il Terzo, la realizzazione di un parco scientifico, il cui sviluppo sfrutterebbe la grande concentrazione di università e centri di ricerca esistenti nella capitale, favorendo al tempo stesso il collegamento di queste istituzioni tra loro e con il mondo delle imprese. Quarto, i servizi alla produzione, in particolare un centro espositivo e congressuale, necessario non solo per permettere alle imprese laziali e centro-meridionali di comunicare la propria offerta a tutto il mondo, ma anche per sfruttare economicamente la grande bellezza naturale di Roma che ne fa una delle città più appetibili come sede di congressi e riunioni.

Negli anni novanta I giovani industriali, guidati prima da Rodolfo Bertoli e poi da Silvano Susi, sono una voce sempre più presente nell’Unione.
Curano iniziative di formazione per sviluppare lo spirito d’imprenditorialità; collaborano con gli istituti secondari per avvicinare i giovanissimi al mondo dell’impresa; intervengono con forza anche nella questione morale; chiedono regole nuove e rilanciano la cultura del merito, della libera iniziativa e della apertura internazionale.

Nasce infatti nel 1998 durante il mandato di Presidenza di Andrea Nardone (1996-2000), in collaborazione con l’Università degli Studi di Tor Vergata, la banca dati Job Linker, che mette in collegamento diretto ed online le aziende dell’Unione degli Industriali di Roma con i laureati degli ultimi cinque anni.
Innovazione e capacità di fare rete - caratteristiche proprie dei Giovani Imprenditori al servizio della collettività - come contributo di idee alla crescita ed alla maturazione, tra i giovani, dell’idea di impresa quale possibile alternativa al lavoro dipendente, sono tutti fattori che ispirano l’azione all’esterno del Movimento dei Giovani Imprenditori.

Nasce con tali motivazioni il Premio La tua idea si fa impresa, in collaborazione con il BIC Lazio, con il quale si intende promuovere, diffondere e sviluppare la cultura di impresa tra i giovani, incoraggiandoli a mettersi alla prova ed accompagnandoli nel difficoltoso passaggio da una buona idea ad una sturt up. L’iniziativa ha visto numerosi giovani proporre le idee di impresa ed alcune di queste tramutarsi in nuove realtà imprenditoriali.
Nel Movimento dei Giovani Imprenditori romani, da tempo oramai è in atto una riflessione profonda - avviata da Presidente Angelo Camilli (2000 - 2002) con il Convegno“Economia e società dirottate: orientare da Roma lo sviluppo” - sul ruolo degli Imprenditori e dei Giovani in particolare nello sviluppo economico che – si avverte sentitamente - non può essere disgiunto dai principi della solidarietà sociale, della inclusione e, non ultimo, della democrazia economica, tanto attuali con il divenire complesso e pieno di contraddizioni sociali, anche stridenti, dello scenario in cui si muove oggi l’impresa e l’imprenditore.

Su questo terreno, l’azione del Gruppo Giovani Imprenditori coniuga gli aspetti della testimonianza dei valori d’impresa anche attraverso l’impegno personale di ciascuno.
Impegno personale sotto vari profili, a sostegno della creazione di impresa con l’attività di supporto e di tutoraggio a quanti, giovani intendano creare una impresa; impegno personale speso in importanti momenti di condivisione, attraverso lo scambio e la ricerca di possibili forme di collaborazione dedicati a quanti, meno fortunati, hanno vissuto esperienze di vita di sofferenza e di malattia.

Anche i Giovani Imprenditori fanno rete, attraverso la creazione di un momento permanete di scambio, elaborazione e proposta con le forze giovanili espressione delle diverse categorie produttive presenti a Roma, il cui obiettivo è fare sentire la voce imprenditoriale giovanile su tutto quanto attiene allo sviluppo. Sul fronte della riflessione interna il rispetto delle regole associative che, sin dalla nascita del Movimento, ha connotato il posizionamento dei Giovani nei confronti dell’estabilishment confederale, ha continuato ad essere nel tempo un riferimento costante, un richiamo forte alla trasparenza ed all’apertura nei confronti del potere pubblico e del proprio ambiente economico e sociale.

I Giovani Imprenditori, perseguendo tali obiettivi, si preparano ad essere la classe dirigente del futuro.
Prepararsi ad essere leader nelle proprie aziende, in Associazione, nella società è uno degli obiettivi che il Gruppo dei Giovani Imprenditori di Roma persegue attraverso momenti di riflessione interna e con l’utilizzo di percorsi mirati all’acquisizione di strumenti di leadership.

Tutto quanto connota il mondo dei Giovani Imprenditori, un Movimento che ha saputo, nel tempo, anticipare il cambiamento, ha saputo farsi interprete delle spinte alla innovazione che derivano dalla competizione in mercati aperti e globalizzati, che intende promuovere il ruolo dei Giovani Imprenditori come risorsa del futuro, responsabile ed attenta ai valori dello sviluppo, dell’innovazione, della ricerca e della responsabilità sociale, come afferma Emilia Gangemi (eletta nel 2003 e nel 2005) nel suo programma di presidenza.
Di ciò ne dà atto la recente riforma del Sistema confederale, che continua a vedere nei Giovani e nel ruolo che nel tempo hanno costruito per se stessi, una ricchezza di valori, entusiasmo, progettualità e coscienza critica,patrimonio della società e del Sistema confederale.


tratto da: sessant'anni di unione degli industriali a Roma
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