La storia
Nel 1959, in seguito all’indicazione del
Presidente della Confindustria, l’Unione
degli industriali del Lazio decise la formazione
del Gruppo dei giovani dell’industria. Nella
categoria rientravano gli imprenditori al di sotto
dei 35 anni, i figli di imprenditori o di dirigenti
aziendali al di sotto dei 30 anni che erano inseriti
nella rispettiva attività industriale,
e i figli di imprenditori e dirigenti di età
superiore ai 18 anni che sarebbero stati chiamati
a lavorare nell’azienda dove erano impiegati
i padri. Dopo alcuni mesi di indagine alla fine
dell’anno il Consiglio generale ne sanzionò
la costituzione, e il Gruppo nacque ufficialmente
con l’assemblea del 29 gennaio 1960. Le
sue attività erano di natura quasi esclusivamente
formativa, come l’organizzazione di conferenze
e dibattiti e l’organizzazione di viaggi
studio e visite a stabilimenti italiani e di altri
paesi.
Negli anni settanta prende forza il gruppo dei
giovani imprenditori, il cui più visibile
interprete è un giovane Luigi Abete che
inizia qui l’intensa esperienza associativa
che lo porterà anni dopo a resiedere la
Confindustria. Il gruppo si fa carico di tre progetti
di studio, uno dei quali, “Borghesia produttiva
e società industriale”, è
parte di una riflessione più ampia che
il mondo industriale italiano compiva al tempo
sulla natura e sul ruolo dell’impresa e
degli imprenditori del nostro paese.
Negli anni ottanta il gruppo dei giovani imprenditori
capitolini si fa sentire sul tema dell’inadeguatezza
dei servizi pubblici, sull’innovazione e
sulla competitività.
Il loro presidente Gennaro Moccia sottolinea la
necessità di grandi investimenti che rilancino
la città, realizzati in accordo tra le
parti sociali.
Il particolare sviluppo conosciuto negli ultimi
anni dal gruppo giovani imprenditori dell’Unione
è il segno che la cultura imprenditoriale
comincia a diffondersi anche nella capitale. Molti
di questi giovani non hanno alle spalle imprese
di famiglia, ma una buona idea, una solida preparazione
e molta volontà. Si danno da fare i giovani
industriali romani e lanciano il premio “Innova”:
è un concorso nazionale che premia annualmente
aziende e imprenditori che si sono distinti nel
campo dell’innovazione.
Ancora negli anni ottanta i GI Romani avanzano
una proposta all’amministrazione: l’apertura
di uno “sportello ‘impresa”
presso la Camera di Commercio, con il Terzo, la
realizzazione di un parco scientifico, il cui
sviluppo sfrutterebbe la grande concentrazione
di università e centri di ricerca esistenti
nella capitale, favorendo al tempo stesso il collegamento
di queste istituzioni tra loro e con il mondo
delle imprese. Quarto, i servizi alla produzione,
in particolare un centro espositivo e congressuale,
necessario non solo per permettere alle imprese
laziali e centro-meridionali di comunicare la
propria offerta a tutto il mondo, ma anche per
sfruttare economicamente la grande bellezza naturale
di Roma che ne fa una delle città più
appetibili come sede di congressi e riunioni.
Negli anni novanta I giovani industriali, guidati
prima da Rodolfo Bertoli e poi da Silvano Susi,
sono una voce sempre più presente nell’Unione.
Curano iniziative di formazione per sviluppare
lo spirito d’imprenditorialità; collaborano
con gli istituti secondari per avvicinare i giovanissimi
al mondo dell’impresa; intervengono con
forza anche nella questione morale; chiedono regole
nuove e rilanciano la cultura del merito, della
libera iniziativa e della apertura internazionale.
Nasce infatti nel 1998 durante il mandato di Presidenza
di Andrea Nardone (1996-2000), in collaborazione
con l’Università degli Studi di Tor
Vergata, la banca dati Job Linker, che mette in
collegamento diretto ed online le aziende dell’Unione
degli Industriali di Roma con i laureati degli
ultimi cinque anni.
Innovazione e capacità di fare rete - caratteristiche
proprie dei Giovani Imprenditori al servizio della
collettività - come contributo di idee
alla crescita ed alla maturazione, tra i giovani,
dell’idea di impresa quale possibile alternativa
al lavoro dipendente, sono tutti fattori che ispirano
l’azione all’esterno del Movimento
dei Giovani Imprenditori.
Nasce con tali motivazioni il Premio La tua idea
si fa impresa, in collaborazione con il BIC Lazio,
con il quale si intende promuovere, diffondere
e sviluppare la cultura di impresa tra i giovani,
incoraggiandoli a mettersi alla prova ed accompagnandoli
nel difficoltoso passaggio da una buona idea ad
una sturt up. L’iniziativa ha visto numerosi
giovani proporre le idee di impresa ed alcune
di queste tramutarsi in nuove realtà imprenditoriali.
Nel Movimento dei Giovani Imprenditori romani,
da tempo oramai è in atto una riflessione
profonda - avviata da Presidente Angelo Camilli
(2000 - 2002) con il Convegno“Economia e
società dirottate: orientare da Roma lo
sviluppo” - sul ruolo degli Imprenditori
e dei Giovani in particolare nello sviluppo economico
che – si avverte sentitamente - non può
essere disgiunto dai principi della solidarietà
sociale, della inclusione e, non ultimo, della
democrazia economica, tanto attuali con il divenire
complesso e pieno di contraddizioni sociali, anche
stridenti, dello scenario in cui si muove oggi
l’impresa e l’imprenditore.
Su questo terreno, l’azione del Gruppo Giovani
Imprenditori coniuga gli aspetti della testimonianza
dei valori d’impresa anche attraverso l’impegno
personale di ciascuno.
Impegno personale sotto vari profili, a sostegno
della creazione di impresa con l’attività
di supporto e di tutoraggio a quanti, giovani
intendano creare una impresa; impegno personale
speso in importanti momenti di condivisione, attraverso
lo scambio e la ricerca di possibili forme di
collaborazione dedicati a quanti, meno fortunati,
hanno vissuto esperienze di vita di sofferenza
e di malattia.
Anche i Giovani Imprenditori fanno rete, attraverso
la creazione di un momento permanete di scambio,
elaborazione e proposta con le forze giovanili
espressione delle diverse categorie produttive
presenti a Roma, il cui obiettivo è fare
sentire la voce imprenditoriale giovanile su tutto
quanto attiene allo sviluppo. Sul fronte della
riflessione interna il rispetto delle regole associative
che, sin dalla nascita del Movimento, ha connotato
il posizionamento dei Giovani nei confronti dell’estabilishment
confederale, ha continuato ad essere nel tempo
un riferimento costante, un richiamo forte alla
trasparenza ed all’apertura nei confronti
del potere pubblico e del proprio ambiente economico
e sociale.
I Giovani Imprenditori, perseguendo tali obiettivi,
si preparano ad essere la classe dirigente del
futuro.
Prepararsi ad essere leader nelle proprie aziende,
in Associazione, nella società è
uno degli obiettivi che il Gruppo dei Giovani
Imprenditori di Roma persegue attraverso momenti
di riflessione interna e con l’utilizzo
di percorsi mirati all’acquisizione di strumenti
di leadership.
Tutto quanto connota il mondo dei Giovani Imprenditori,
un Movimento che ha saputo, nel tempo, anticipare
il cambiamento, ha saputo farsi interprete delle
spinte alla innovazione che derivano dalla competizione
in mercati aperti e globalizzati, che intende
promuovere il ruolo dei Giovani Imprenditori come
risorsa del futuro, responsabile ed attenta ai
valori dello sviluppo, dell’innovazione,
della ricerca e della responsabilità sociale,
come afferma
Emilia Gangemi (eletta nel 2003 e
nel 2005) nel suo programma di presidenza.
Di ciò ne dà atto la recente riforma
del Sistema confederale, che continua a vedere
nei Giovani e nel ruolo che nel tempo hanno costruito
per se stessi, una ricchezza di valori, entusiasmo,
progettualità e coscienza critica,patrimonio
della società e del Sistema confederale.
tratto da: sessant'anni di unione degli industriali a Roma